mercoledì, 30 aprile 2008

Ti sento nel calore del sole, nella carezza del vento,
nel suono del mare in estate, ti vedo, nella luce di una
notte stellata, giovane amore, perduto per sempre, i tuoi
passi si allontanano nell'abisso del tempo, ma l'ostinato
ricordo vive ancora nella mente e graffia l'anima, eri la bellezza, la gioia di vivere, la passione, troppo tardi
compresi, tutto è svanito, resta l'arido oggi, il rimpianto,
poi più nulla.

postato da: grethatrevisani alle ore 11:12 | Permalink | commenti
categoria:poesia

mercoledì, 30 aprile 2008

Il tuo viso
gocce di miele nell'infinito!
La tua voce
una musica che fa danzare l'anima

Un attimo di Paradiso per conoscere un'immagine speciale
per far battere un cuore
Momenti di emozione...leggero fluire dei sensi

E' bastato un solo momento per capire
che ci può essere tanta dolcezza
Un brivido mi ha fatto volare nella bellezza della tua voce
quello stesso brivido mi ha ridato l'incertezza nel cuore

Grazie di esistere!
Spero di rincontrarti nelle strade del mio cuore
A presto angelo che ha illuminato il mio attimo

postato da: lorilaiy alle ore 11:08 | Permalink | commenti
categoria:poesia

domenica, 27 aprile 2008


Voglio una maschera senza espressione
da indossare ogni volta che
qualcosa non va.

Voglio finti occhi che non hanno lacrime
per sostituire i miei
in mattine come questa.

Voglio un cervello spento, senza ricordi
e senza pensieri, che serva solo
a muovere un corpo senza alcuna anima

Voglio giunture per muovermi al contrario
e camminare all`indietro con il volto
rivolto all`obiettivo che si allontana..
sempre un poco di più

Bambola di vuoto
mi vorrei sentire da oggi in poi
solo io
senza altro in me che sangue
senza amore e senza gioia
un nulla da osservare
e da lasciare com`è.

postato da: giirasooole alle ore 21:02 | Permalink | commenti
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mercoledì, 23 aprile 2008

Tante le rondini che

volano in questa valle

incantata, quanti i fiori

che calpesto,di notte

e di giorno, coi

piedini scalzi e freddi.

Non è bastato

proteggerti dall’autunno,

fiorellino,

prim’ eri un girasole,

poi un iris, e ormai

né edera, né orchidea,

né margherita, oh

qual serpente chiudevo

tra le mani,

da biscia poi  pitone

e da pitone a vipera.

Quanta paura ho avuto,

e quanta tristezza d’averti

perduto.

postato da: Basileia alle ore 21:52 | Permalink | commenti
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mercoledì, 23 aprile 2008
postato da: BR0KENDREAMS alle ore 20:37 | Permalink | commenti
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